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Sabato 9 novembre ricorre il 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, da molti definito “muro della vergogna”, per 28 anni simbolo funesto della Guerra Fredda e della divisione dell’Europa e del mondo.

In vista di questa significativa giornata, ricordando che il Parlamento italiano ha proclamato il 9 novembre “Giornata della libertà” contro ogni oppressione e totalitarismo,  coinvolgiamoci in una riflessione sugli accadimenti di allora e
su quello che sta succedendo ancora oggi, sui troppi muri che si stanno ancora costruendo in tante parti del mondo.

Alcuni sono muri di cemento armato e filo spinato. Altri sono invisibili ma ancora più estesi e devastanti. Sono i muri dell’'indifferenza, dell’'antagonismo infinito, della competizione selvaggia, dell'’ingiustizia, delle disuguaglianze, della miseria, della paura, del pregiudizio, dell’'intolleranza, dell'’odio. Sono i muri mediatici che alimentano paure, conflitti, ignoranza, individualismo e incomprensioni. Sono muri che ci mettono gli uni contro gli altri, che lacerano la vita di persone, famiglie, comunità, popoli e paesi. E che minacciano di distruggere la nostra stessa Europa.

Invece dei muri oggi più che mai abbiamo bisogno di costruire una fraternità universale, di unire le nostre mani per affrontare insieme le sfide aperte, prenderci cura gli uni degli altri, non lasciare nessuno indietro e curare assieme la casa comune.

In allegato alcune riflessioni sulla realtà dei muri che stiamo vivendo.

I muri ci stanno facendo molto male. Ci stanno impedendo di risolvere i problemi che più ci assillano e ci minacciano. Dall’'impoverimento al cambiamento climatico, al dramma della disoccupazione o del lavoro schiavo, alle guerre, alle migrazioni. Perché la ricerca delle soluzioni esige la cooperazione a tutti i livelli. Tra i governi, le istituzioni, i cittadini. Dalle città in cui viviamo all’Onu.

I muri che ci stanno togliendo la libertà. Stanno distruggendo la nostra umanità e la nostra capacità di promuovere il pieno rispetto dei diritti umani fondamentali di ogni persona. Muro dopo muro stanno ridefinendo la nostra vita, i nostri spazi di vita, le nostre relazioni con gli altri.

Ma i muri non cadono da soli. Serve la pressione di tanti.

Per questo è stata  promossa il 9 novembre una Giornata nazionale di mobilitazione contro i muri della vergogna. 

Ma non è che l’inizio.

Noi siamo chiusi il sabato? Bene iniziamo ad andare "oltre il sabato"... parliamone di venerdì, di lunedì, di mercoledì... parliamone di "sempre".

 

Programma condotto dalle cl. IV del Liceo scintifico G.Mercalli di Napoli

"La mia scuola per la Pace"  ...progetto PTOF2019/2020

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