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Giornata_europea_dei_giusti

  pubblicata il 06/03/2019

- La proposta di celebrare la Giornata Europea dei giusti nasce dal suggerimento arrivato sul sito del Progetto del Liceo "Calendario Civile": http://calendariocivile.weebly.com/
Giornata che non ha presentato finora alcuna celebrazione nella città di Napoli.
-
Idee emerse:  
1. Informare della giornata tramite mailing list proponendo links di approfondimento sulla tematica, come stimolo a riflettere su cosa sia un "Giusto" , non sono nel contesto Olocausto, ma di tutti i totalitarismi e "crimini contro l'umanità" (secondo definizione del Parlamento Europeo).
 
2. Proporre un elenco di 50 Giusti, attribuendo a ciascuna classe un nominativo (secondo ordine alfabetico?) e richiesta di redigere un testo sulla storia di quel giusto, in un testo che ogni classe avrà cura di affiggere fuori a ogni aula il 6 marzo ("io sono un Giusto")
 
3. Realizzare una lettura delle storie dei Giusti, ad opera dei ragazzi, invitando personalità anche esterne alla scuola, possibilmente fuori scuola.
 
4. Realizzare un "albero dei Giusti". Sulla scorta dell'idea dell'"Albero della Giornata europea dei Giusti" realizzato da Gariwo con la calligrafia di Marta Mapelli (un albero formato dalle parole chiave relative alla giornata. L'albero, portato in luogo pubblico, può accogliere anche testi e pensieri che i passanti vengono invitati a redigere.
 

 


COSA E' LA GIORNATA EUROPEA DEI GIUSTI.

 

La Giornata europea dei Giusti è una festività proclamata nel 2012 dal Parlamento europeo per commemorare" coloro che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l'umanità e ai totalitarismi". 
 
 
Nasce su proposta di "Gariwo la foresta dei Giusti" ("GArdens of the RIghteous WOrldwide",un'organizzazione no profit con sede a Milano che svolge la sua attività a livello internazionale).
Estende il concetto di Giusto (elaborato da Yad Vashem grazie all'impegno di Moshe Bejski un magistrato israeliano, superstite dell'Olocausto) a tutti i genocidi e i totalitarismi.
 
Viene celebrata ogni anno il 6 marzo, anniversario della morte di Moshe Bejski (uno degli ebrei salvati da Schindler).
Il Parlamento europeo istituisce questa giornata, visto l'articolo 123 del suo regolamento:
 
"A. richiamando il grande significato morale del Giardino dei Giusti di Gerusalemme, istituito dal compianto Moshe Bejski per rendere omaggio a coloro che hanno aiutato gli ebrei durante l'Olocausto;
B. ricordando le istituzioni che hanno onorato le persone che hanno salvato vite umane nel corso di tutti i genocidi e omicidi di massa e degli altri crimini contro l'umanità commessi nel ventesimo e ventunesimo secolo;
C. rammentando tutti coloro che hanno salvaguardato la dignità umana durante i periodi totalitari del nazismo e del comunismo;
D. considerando che il ricordo del bene è fondamentale nel processo dell'integrazione europea, perché insegna alle generazioni più giovani che chiunque può decidere di aiutare gli altri esseri umani e di difendere la dignità umana, e che le istituzioni pubbliche hanno il dovere di rimarcare l'esempio rappresentato dalle persone che sono riuscite a proteggere coloro che hanno subito persecuzioni fondate sull'odio;"
 
DEFINIZIONE DI CRIMINI CONTRO L'UMANITA':
L'accusa di crimine contro l'umanità include fra i casi perseguiti: il genocidio, la cosiddetta pulizia etnica, lo sterminio di massa, il democidio, la deportazione, la sparizione forzata, la tortura e talvolta anche i crimini di guerra, lo schiavismo (secondo alcuni anche la distruzione di opere d'arte di grande valore!).
 
LA GIORNATA DEI GIUSTI IN ITALIA.
L'Italia è stata il primo Paese a recepire nel suo ordinamento la Dichiarazione del Parlamento Europeo.
Per questo, con il voto del Senato del 7 dicembre 2017, è stata approvata la legge che istituisce la Giornata dei Giusti dell'umanità, da celebrarsi il 6 marzo.
 
 
Il 16 novembre 2017 è nato GariwoNetwork, una rete degli 80 giardini e quasi 500 insegnanti che ricordano i Giusti creando luoghi della memoria e dando vita a progetti didattici. Il suo fondamento è la Carta delle responsabilità 2017, documento lanciato da Gariwo e firmato da personalità italiane e internazionali, in cui sono racchiusi i valori con cui riflettere sulle sfide del nostro tempo: fondamentalismo, crisi dei migranti, xenofobia, social network. https://it.gariwo.net/carta-delle-responsabilita.html (PDF: https://it.gariwo.net/dl/carta-responsabilita-2017.pdf )
 
Il Network ha una propria piattaforma, accessibile tramite il sito di Gariwo, in cui tutti gli utenti si scambiano idee, progetti e commenti, e possono contattarsi per organizzare insieme eventi e sinergie. EDUCAZIONE: https://it.gariwo.net/educazione/
 
 
 
 
PROMEMORIA SUI GENOCIDI NEL MONDO. 
 
Olocausto: 
circa 15-17 milioni di vittime del regime nazista, tra il 1933 e il 1945. Ebrei, circa sei milioni, Rom (tra le 196.000 e le 300.000 persone.). Disabili (ariani compresi), oltre 250.000, Non-Ariani soprattutto slavi (russi, serbi, ucraini, polacchi, sloveni) furono soggetti a "riduzione numerica", "pulizia etnica", 7-8 milioni di vittime, tra cui circa 3 milioni di prigionieri di guerra sovietici. Dissidenti politici. Comunisti, socialisti, massoni, ecc. (e loro famiglie) almeno un milione e mezzo di vittime. Indesiderabili: (omosessuali, dissidenti religiosi, ecc)
 
Altri genocidi:
Genocidio del Ruanda. Vittime: 500.000-1 milione di ruandesi tra il 6 aprile e la metà di luglio del 1994 (circa 100 giorni).  Il genocidio, ufficialmente, viene considerato concluso alla fine dell'Opération Turquoise, una missione umanitaria voluta e intrapresa dai francesi, sotto egida dell'ONU.
Le vittime furono prevalentemente di etnia Tutsi, corrispondenti a circa il 20% della popolazione, ma le violenze finirono per coinvolgere anche Hutu moderati appartenenti alla maggioranza del paese. L'odio interetnico fra Hutu e Tutsi, molto diffuso nonostante la comune fede cristiana, costituì la radice scatenante del conflitto, pur se l'idea di una differenza di carattere razziale fra queste due etnie è estranea alla storia ruandese e rappresenta semmai uno dei lasciti più controversi del retaggio coloniale belga. Fu infatti l'amministrazione coloniale del Belgio che, a partire dal 1926, trasformò quella che infatti era una semplice differenziazione socio-economica (gli Hutu erano agricoltori, i Tutsi allevatori; e gli scambi e i matrimoni misti fra i due gruppi erano comuni) in una differenza razziale basata sull'osservazione dell'aspetto fisico degli individui. 
Genocidio armeno, o "olocausto degli armeni" o "massacro degli armeni": le deportazioni ed eliminazioni di armeni perpetrate dall'Impero ottomano tra il 1915 e il 1916.
circa 1,5 milioni di vittime.
 
Genocidio bosniaco o "massacro di Srebrenica".
Circa 8 000 vittime, musulmani bosgnacchi, per la maggioranza ragazzi e uomini, nel luglio 1995 nella città di Srebrenica e nei suoi dintorni, durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina.
La strage fu perpetrata da unità dell'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina guidate dal generale Ratko Mladić, con l'appoggio del gruppo paramilitare degli "Scorpioni", in quella che al momento era stata dichiarata dall'ONU come zona protetta e che si trovava sotto la tutela di un contingente olandese dell'UNPROFOR.
I fatti avvenuti a Srebrenica in quei giorni diedero una svolta decisiva al successivo andamento del conflitto.
Una sentenza della Corte internazionale di giustizia del 2007,[6] nonché diverse altre del Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), hanno stabilito che il massacro, essendo stato commesso con lo specifico intento di distruggere il gruppo etnico dei bosgnacchi, costituisce un "genocidio".
 
Genocidio cambogiano: processo di epurazione del popolo cambogiano avvenuto tra il 1975 e il 1979, ovvero nell'arco dell'esistenza della Kampuchea Democratica, sotto la guida di Pol Pot. 
Vittime da 1,5 a 3 milioni di cambogiani. 
Per le proporzioni del fenomeno e l'impatto sulla popolazione complessiva, il genocidio in questione può essere considerato come un caso unico e senza precedenti nella storia dell'umanità.
Gli khmer rossi volevano trasformare il paese in una repubblica socialista agraria, fondata sui principi del maoismo. Nel 1976 gli khmer rossi cambiarono il nome del paese in Kampuchea Democratica. Per realizzare i loro obiettivi, essi svuotarono le città e costrinsero i cambogiani a trasferirsi nei campi di lavoro nelle campagne, dove avvenne una gran quantità di morti per esecuzioni di massa, lavori forzati, abusi fisici, malnutrizione e malattie. Ciò provocò la morte di circa il 25% della popolazione totale della Cambogia. 
Le torture e gli esperimenti medici compiuti dal regime degli khmer rossi sono del tutto paragonabili, se non in alcuni casi persino peggiori in termini di efferatezza e crudeltà, di quelli compiuti dalla Germania nazista. Quest'ultima indubbiamente segui una politica espansionistica molto aggressiva e segnò molte più vittime rispetto al regime degli khmer rossi ma, in percentuale rispetto alla popolazione, il genocidio cambogiano fu ben peggiore.
 
 

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